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  • Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali

    Sul sito internet dell’Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it) è disponibile la nuova guida sulle agevolazioni fiscali per il recupero del patrimonio edilizio aggiornata al 23 novembre. La guida è scaricabile in formato pdf al seguente link: https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Agenzia+informa/AI+guide+italiano/Ristrutturazioni+edilizie+it/Guida_Ristrutturazioni__edilizie_2018.pdf
  • Via alla rottamazione-ter

    L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha predisposto un’apposita sezione del proprio sito dedicata alla c.d. rottamazione-ter delle cartelle esattoriali (https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/definizione-agevolata/definizione-agevolata-2018-/definizione-agevolata-2018-come-aderire/), dove, oltre a riepilogare i soggetti interessati e le modalità di adesione, risponde a specifiche Faq (https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/definizione-agevolata/definizione-agevolata-2018-/faq-definizione-agevolata-2018/) sull’argomento. In particolare, per aderire alla definizione agevolata 2018 è necessario presentare, entro il 30 aprile 2019, l’apposita dichiarazione di adesione.
  • Dal 1° luglio stop al pagamento in contanti di salari e stipendi

    Dal 1.07.2018 i datori di lavoro e i committenti sono obbligati a pagare le retribuzioni e i compensi – inclusi gli acconti – mediante strumenti di pagamento che ne garantiscano la tracciabilità: la firma della busta paga non costituisce più prova dell’avvenuto pagamento degli stipendi. Il nuovo obbligo si applica ad ogni rapporto di lavoro subordinato indipendentemente […]
  • Irretroattivo il raddoppio dei termini nelle violazioni da RW

    CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 febbraio 2018, n. 2662 Con sentenza n. 989/29/2015, depositata il 28 maggio 2015, la CTR della Toscana rigettò l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate nei confronti dei signori A.C.P. e G.P. avverso la sentenza della CTP di Lucca, che aveva accolto i ricorsi, di seguito riuniti, separatamente proposti da ciascun […]
  • La politica dopo il petrolio

    L’approvazione della legge di bilancio 2018 (nonché bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), non prevede nulla che riguardi il superamento del consumo di carburanti per autotrazione. In questo momento è forse prematuro un piano post petrolio, ma iniziare a spingere la politica economica anche in tale direzione con interventi concreti sarebbe stata una dimostrazione di […]

Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali

Sul sito internet dell'Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it) è disponibile la nuova guida sulle agevolazioni fiscali per il recupero del patrimonio edilizio aggiornata al 23 novembre. La guida è scaricabile in formato pdf al seguente link: https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Agenzia+informa/AI+guide+italiano/Ristrutturazioni+edilizie+it/Guida_Ristrutturazioni__edilizie_2018.pdf

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Via alla rottamazione-ter

L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha predisposto un’apposita sezione del proprio sito dedicata alla c.d. rottamazione-ter delle cartelle esattoriali (https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/definizione-agevolata/definizione-agevolata-2018-/definizione-agevolata-2018-come-aderire/), dove, oltre a riepilogare i soggetti interessati e le modalità di adesione, risponde a specifiche Faq (https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/definizione-agevolata/definizione-agevolata-2018-/faq-definizione-agevolata-2018/) sull’argomento. In particolare, per aderire alla definizione agevolata 2018 è necessario presentare, entro il 30 aprile 2019, l’apposita dichiarazione di adesione.

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Dal 1° luglio stop al pagamento in contanti di salari e stipendi

Dal 1.07.2018 i datori di lavoro e i committenti sono obbligati a pagare le retribuzioni e i compensi - inclusi gli acconti - mediante strumenti di pagamento che ne garantiscano la tracciabilità: la firma della busta paga non costituisce più prova dell’avvenuto pagamento degli stipendi. Il nuovo obbligo si applica ad ogni rapporto di lavoro subordinato indipendentemente dalla durata e dalle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, quindi anche ai contratti a tempo determinato, ai contratti part time, alle collaborazioni coordinate e continuative, al lavoro a intermittenza o a chiamata e a tutti i contratti instaurati dalle cooperative con i propri soci. A tal fine, sono considerati strumenti di pagamento tracciabili: - il bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore; - gli strumenti di pagamento elettronico; - il pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; - l'emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni. Pertanto, non è più ammesso il pagamento mediante contanti, pena l’applicazione di una sanzione da 1.000 a 5.000 euro. Sono esclusi dal nuovo obbligo i rapporti di lavoro instaurati con le Pubbliche Amministrazioni, quelli di lavoro domestico, come colf, baby sitter e badanti, e i compensi derivanti da borse di studio, tirocini, rapporti autonomi occasionali.

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Irretroattivo il raddoppio dei termini nelle violazioni da RW

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 febbraio 2018, n. 2662 Con sentenza n. 989/29/2015, depositata il 28 maggio 2015, la CTR della Toscana rigettò l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate nei confronti dei signori A.C.P. e G.P. avverso la sentenza della CTP di Lucca, che aveva accolto i ricorsi, di seguito riuniti, separatamente proposti da ciascun contribuente avverso avvisi di accertamento per gli anni 2005, 2006 e 2007, ed atti di contestazione di sanzioni, con i quali erano rispettivamente recuperati a tassazione i maggiori redditi accertati negli anni di riferimento in base a detenzione di capitali in paese a fiscalità privilegiata, in virtù della presunzione di cui all’art. 12, comma 2, del d.l. n. 78/2009, come convertito, con modificazioni, dalla l. 3 agosto 2009, n. 102, ed irrogate le relative sanzioni. L'Amministrazione finanziaria, ricorrendo contro la sentenza ha denunciato violazione dell’art. 12, comma 2, del d.l. 1 luglio 2009, n. 78 e falsa applicazione degli artt. 3 della l. 27 luglio 2000, n. 212 e 12 disp. prel. cod. civ., in relazione all’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c. lamentando l’erroneità in diritto della pronuncia impugnata nella parte in cui ha ritenuto che l’art. 12, comma 2, del succitato decreto abbia natura sostanziale, con conseguente irretroattività e non applicabilità alle annualità precedenti la sua entrata in vigore. La Cassazione ha ritenuto tale motivo infondato per il seguente motivo: L’art. 12, comma 2, del d.l. n. 78/2009, in vigore dal 1° luglio 2009, convertito con modificazioni dalla l. 3 agosto 2009, n. 102, stabilisce che «in deroga ad ogni vigente disposizione di legge, gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999, n. 107, e al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23 novembre 2001, n. 273, senza tener conto delle limitazioni ivi previste, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 4 del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, ai soli fini fiscali si presumono costituite, salva la prova contraria, mediante redditi sottratti a tassazione. In tale caso, le sanzioni previste dall’articolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono raddoppiate». L’Amministrazione finanziaria insiste nel ritenere che la disposizione in oggetto abbia natura procedimentale e che, come tale, sarebbe soggetta al principio tempus regit actum, trovando applicazione anche riguardo alle somme detenute all’estero in violazione dei suddetti obblighi dichiarativi negli anni precedenti l’entrata in vigore dello stesso decreto legge n. 78/2009. Tale assunto non può essere condiviso. Gli accertamenti in questione, originati da processo verbale della Guardia di Finanza, che aveva rilevato che i nominativi dei suddetti contribuenti erano inseriti nella cd. “lista Falciani”, riportante quelli dei soggetti detentori di disponibilità finanziarie presso la HSBC Private Bank di Ginevra, sono riferiti agli anni 2005, 2006 e 2007. Il precedente indicato nella proposta del relatore, Cass. sez. 5, 19 agosto 2015, n. 16951 pure riferito ad annualità (2005) anteriore all’entrata in vigore del succitato decreto legge n. 78/2009, nell’affermare l’utilizzabilità della cd. lista Falciani nell’ambito dell’attività di contrasto e accertamento dell’evasione fiscale, al pari di qualsiasi elemento con valore indiziario, con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da una specifica disposizione di legge tributaria o dall’essere stati acquisiti in violazione di diritti fondamentali di rango costituzionale, ha ancora affermato, per quanto qui rileva, che, «ovviamente, tale principio di diritto, quanto agli effetti, va direttamente e necessariamente correlato sia agli obblighi dichiarativi (art. 4) e alle presunzioni (art. 6) di redditività stabiliti dalla l. n. 167/1990 nel testo vigente ratio ne temporis, a carico del contribuente per i trasferimenti di denaro ed altri valori verso l’estero». Altre pronunce di questa Corte (cfr. Cass. sez. 5, 19 agosto 2015, n. 16950, in riferimento alla cd. “lista Vaduz”), sebbene non inerenti alla disamina ex professo dell’applicabilità retroattiva o meno della sopra trascritta disposizione di cui all’art. 12, comma 2, del d.l. n. 78/2009, si basano comunque nell’ambito della valutazione della prova presuntiva quale delineata dalla legislazione vigente ratione temporis, o rimarcando, come nel caso di Cass. sez. 5, 26 agosto 2015, n. 17183, relativa alla cd. “Lista Pessina”, l’ordinario regime di prova presuntiva del codice civile a favore del fisco e di controprova del contribuente, ovvero, come ancora in tema di cd. “lista Falciani” (cfr. Cass. sez. 6-5, ord. 28 aprile 2015, n. 8605, § 6.32 e § 7), affermando la sufficienza pure di un unico solido indizio a carico del contribuente, ma sempre senza applicare la novella del 2009. D’altronde, la pretesa natura procedimentale della norma di cui all’art. 12, comma 2, del d.l. n. 78/2009 che pone, in favore del fisco, una più favorevole presunzione legale relativa rispetto al quadro normativo previgente, oltre a porsi in contrasto con il tradizionale criterio della sedes materiae, che vede abitualmente le norme in tema di presunzioni collocate nel codice civile e dunque di diritto sostanziale e non già nel codice di rito, porrebbe il contribuente, che sulla base del quadro normativo previgente non avrebbe, ad esempio, avuto interesse alla conservazione di un certo tipo di documentazione, in condizione di sfavore, pregiudicandone l’effettivo espletamento del diritto di difesa, in contrasto con i principi di cui agli artt. 3 e 24 Cost. L'ordinanza della Cassazione depone, quindi, ulteriormente a favore dell'irretroattività del raddoppio dei termini per le violazioni in materia di monitoraggio fiscale delle attività detenute all'estero - riconoscendo la natura sostanziale della norma e non, viceversa, procedimentale come sostenuto dall'amministrazione finanziaria - sulla base del fatto che le norme in tema di presunzione devono essere collocate nel codice civile, ovvero in raccolte di norme di diritto sostanziale e non nei codici di rito. Se così non fosse il contribuente, basandosi sul quadro normativo previgente, potrebbe legittimamente non conservare la documentazione idonea a superare la presunzione legale relativa introdotta successivamente, pregiudicandosi l’effettivo espletamento del diritto di difesa, in contrasto con i principi di cui agli artt. 3 e 24 Cost.

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La politica dopo il petrolio

L'approvazione della legge di bilancio 2018 (nonché bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), non prevede nulla che riguardi il superamento del consumo di carburanti per autotrazione. In questo momento è forse prematuro un piano post petrolio, ma iniziare a spingere la politica economica anche in tale direzione con interventi concreti sarebbe stata una dimostrazione di attenzione da parte del legislatore utile a dimostrare, a sua volta, la volontà di impegnarsi per le future generazioni e non, viceversa, alla sola gestione day by day. In realtà i tempi sono tutt'altro che prematuri. L'Onu a luglio del 2015 ha stimato che nell’anno 2030 sul nostro pianeta ci saranno circa 8,5 miliardi di abitanti. La popolazione continuerà a crescere raggiungendo 9,7 miliardi nel 2050 e 11,2 miliardi nel 2100. Gli attuali scenari di urbanizzazione subiranno necessariamente una radicale trasformazione la cui sostenibilità potrà essere garantita proprio a partire dal sistema dei trasporti e dalla mobilità urbana. La risposta a tutto questo potrebbe essere rappresentata dalla mobilità elettrica: silenziosa, a zero emissioni al tubo di scarico e con un consistente risparmio di carburante. Di piani per limitare l'utilizzo di idrocarburi altamente inquinanti nel settore automobilistico si dibatte da tempo a livello internazionale e qualche Stato ha già avviato le prime azioni tangibili. Il primo paese a puntare l'obiettivo delle emissioni zero è stata l’Olanda, che nel 2016 ha intrapreso, a livello legislativo, la strada che la porterà entro il 2025 a proibire la vendita di auto inquinanti. La spiccata cultura ecologista dei paesi del nord Europa è da tempo nota ma non isolata. L'azione del governo Olandese è diretta conseguenza dell’impegno assunto nella Zero-Emission Vehicle Alliance (ZEV Alliance) - di cui fanno parte, oltre ai Paesi Bassi, Germania, Norvegia e Regno Unito in Europa; California, Connecticut, Maryland, Massachusetts, New York, Oregon, Rhode Island e Vermont negli Stati Uniti e Québec in Canada. La Germania nel suo piano nazionale di sviluppo per l’auto elettrica “Nationalen Entwicklungsplan Elektromobilität” punta a un milione di veicoli elettrici su strada entro il 2020 e ha messo sul piatto fino a 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo delle auto elettriche, delle strutture e delle infrastrutture ad esso connesse. Pur senza partecipare direttamente alla ZEV Alliance, la Francia nel corso del 2017 si è allineata alla road map per la vendita di veicoli elettrici. Tra le novità del governo di Macron c'è l'intento dichiarato di azzerare entro il 2050 le emissioni di CO2, mediante il blocco entro il 2040 delle vendite di auto a benzina e a gasolio e l'immissione in circolazione soltanto di veicoli elettrici. Allo stesso modo, entro il 2019, le case automobilistiche che operano in Cina dovranno passare dalla vendita di modelli a motore termico all’auto elettrica. Il governo cinese ha, infatti, imposto l’obbligo, per le case automobilistiche che producono o importano più di 30mila vetture l’anno, di passare progressivamente dalla vendita di modelli a benzina e diesel alla commercializzazione di vetture elettriche e ibride plug-in (veicoli ibridi, ovvero con doppia fonte di potenza per la propulsione, una elettrica ed una con motore termico). Nella fattispecie bisogna dire che la Cina ha un grande interesse economico nel passaggio all'elettrico, infatti la tecnologia largamente utilizzata oggi per la realizzazione delle batterie è quella degli ioni di litio, le cui principali riserve si trovano in Bolivia, Cile, Argentina e Cina appunto. Queste iniziative hanno come comune denominatore l’Accordo di Parigi sul clima del 2016, nel quale è stata formalizzata l'intesa di 195 paesi ad attuare azioni per contenere l'aumento del riscaldamento globale in questo secolo al di sotto di 2 gradi centigradi. Secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) i cambiamenti osservati nell’atmosfera negli ultimi 70 anni non hanno precedenti (cento volte maggiori di quanto avvenuto alla fine dell’ultima era glaciale) e possono portare a severi danni economici ed ecologici. Dal 1990 si è registrato un incremento del 40% della forza radiativa totale (l’effetto riscaldamento sul clima) dovuto al complesso dei gas a effetto serra di lunga durata, con un aumento del 2,5% in un solo anno. La concentrazione media di anidride carbonica nel 2016 ha raggiunto nell’atmosfera il record di 412,63 ppm (parti per milione), dato rilevato presso l’osservatorio del vulcano Mauna Loa delle isole Hawaii situato a 3.400 metri. Un livello mai direttamente osservato, nemmeno tramite le analisi delle carote di ghiaccio, da 800 mila anni a questa parte. Considerando gli indicatori indiretti per misurare la quantità di CO2 nell’atmosfera, per risalire all’ultima volta in cui la Terra ha vissuto un’esperienza simile bisogna tornare all'epoca geologica del Pliocene medio (tra i 5 e i 3 milioni di anni fa). La temperatura era di 2-3 gradi maggiori e il livello del mare era di 10-20 metri più alto. Senza dimenticare che l’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) nel suo rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016”, ha fornito i dati sulle conseguenze per la salute delle emissioni delle auto endotermiche. Ciò che esce dal loro tubo di scarico è davvero una miscela velenosa, che ogni anno in Europa provoca 467mila morti premature. Sulle base di questi dati allarmanti, anche le aziende private hanno cominciato a pianificare politiche industriali "verdi". L'industria automobilistica Volvo (svedese ma di proprietà cinese) ha dichiarato che dal 2019 produrrà solo veicoli elettrici e ibridi con l’obiettivo di arrivare entro il 2025 a mettere sul mercato un milione di auto elettrificate. L'Italia, si diceva, sta alla finestra a guardare. A parte norme di recepimento delle direttive UE quali ad es. il D.Lgs. 257/16 di recepimento della Direttiva 2014/94/EU del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi o il D.Lgs 183/2017 di attuazione della direttiva 2015/2193/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi, nonché per il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell'atmosfera, si rileva poco altro di davvero concreto. Sul fronte auto elettriche sono tramontati con la Legge di Stabilità 2015 - per ragioni di taglio della spesa che ha azzerato i 45 milioni di euro messi a disposizione per quello stesso anno - gli incentivi per l'acquisto di auto a basse emissioni del Decreto Sviluppo del 2012, ed è giacente la proposta di legge che obbliga la Pubblica Amministrazione a rinnovare entro il 1° gennaio 2020 il 70% del proprio parco auto con veicoli elettrici. Allora, mentre la Francia ha incentivato la vendita di auto elettriche con un meccanismo di tipo “bonus/malus” sul costo di acquisto delle vetture, penalizzando l’acquirente delle vetture con emissioni specifiche superiori a 130gCO2/km; il Regno Unito ha approvato, nel 2011, il “Plug-in Car Grant”, un sistema di incentivazione per favorire l’acquisto di veicoli elettrici puri, ibridi plug-in e a fuel cell; la Spagna ha messo in atto politiche di incentivazione dei veicoli a basse emissioni, nell’ambito del Piano MOVEA (Movilidad con Vehiculos de Energìas Alternativas), basate sulla categoria, sull’alimentazione, sull’autonomia (se puro elettrico) e sul prezzo del mezzo acquistato; l'Olanda ha esentato dal pagamento della tassa di immatricolazione e della tassa di possesso i veicoli a basse emissioni; l'Italia è alle prese con il problema non di acquistare l’auto elettrica, ma di dove ricaricarla. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ci sono in Italia circa 2000 stazioni pubbliche di ricarica e altrettanti punti saranno realizzati senza finanziamenti statali in aree private con accesso al pubblico. Il Piano Nazionale per la Ricarica di Auto Elettriche (Pnire) - che attua la Direttiva (UE) 2014/94 che dispone che gli Stati membri garantiscano la creazione, entro il 31 dicembre 2020, di un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico in modo da garantire che i veicoli elettrici circolino almeno negli agglomerati urbani/suburbani e in altre zone densamente popolate e, se del caso, nelle reti stabilite dagli Stati membri - prevede di realizzare entro il 2020, 19mila stazioni di ricarica, a fronte di un parco auto totale stimato di circa 100mila veicoli. Purtroppo la realizzabilità del piano entro il termine prefissato sembra già un'utopia. Nel 2015 furono stanziati 50 milioni di euro di cui spesi solo 6.300 euro per il costo della pubblicazione del bando, tant'è che sulla vicenda, la Corte dei Conti è intervenuta con decisione, denunciando il notevole ritardo. A giugno 2016, su iniziativa della Presidenza del Consigli dei Ministri, è stato istituito un Tavolo Tecnico, guidato da Raffaele Tiscar, attuale Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo sostenibile della mobilità. La Roadmap italiana, con focus sull'anno 2030, è stata definita dallo stesso presidente non uno strumento di policy, ma un lavoro preliminare, una piattaforma di conoscenza condivisa da cui la politica può partire per la definizione di una strategia. Sposando l'assunto di Donald Trump che le politiche di decarbonizzazione hanno un costo il Tavolo Tecnico si è ridotto, dunque, a stabilire gli eventuali costi, chi deve pagare, quali sono i vantaggi e chi potrà godere dei benefici. Ed è da qui che si possono intuire le vere ragioni di questo scarso interesse ad incentivare seriamente il settore elettrico dell'auto: ragioni di natura meramente monetarie e fiscali. Su 31 miliardi di litri di carburanti venduti ogni anno nel nostro Paese, il gettito fiscale ammonta a 35-40 miliardi di euro. Di questi circa 11,5 miliardi sono gettito IVA mentre la restante parte - circa 27 miliardi - sono dati dall'imposta di fabbricazione (ora accise) e dall'sovraimposta di confine (20 mln di euro). Peraltro, il 10 per cento di questa somma - tra 3,5 e 4 miliardi - si stima sia sottratta da organizzazioni criminali. Le accise pesano sul prezzo della benzina per più di un terzo e sono composte in buona parte da imposte di scopo, introdotte dai vari governi per raggiungere specifici obiettivi e ogni centesimo di aumento dell’accisa (sulla quale si paga l’Iva), produce un gettito di 400 milioni di euro l’anno. Su un litro di benzina si pagano 17 accise, a cui va aggiunta l’Iva nella misura ordinaria del 22%. Le accise sono: 1) 0,000981 euro: finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936) 2) 0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956) 3) 0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963) 4) 0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966) 5) 0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968) 6) 0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976) 7) 0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980) 8) 0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983) 9) 0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996) 10) 0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004) 11) 0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005) 12) 0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009) 13) da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011) 14) 0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011) 15) 0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011) 16) 0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011) 17) 0,02 euro: terremoto in Emilia (2012). L’accisa sulla benzina super senza piombo oggi è pari a 728,40 euro per ogni mille litri (0,72840 euro/litro) mentre sul gasolio da autotrazione è pari a 617,40 euro per ogni mille litri (0,61740 euro/litro). Sul prezzo al consumo, considerata l’imposta di fabbricazione e l’Iva al 22%, le tasse sulla benzina rappresentano ormai il 69%. Al netto delle imposte, un litro di benzina costa 0,658 euro. L'Italia nel 2017 ha avuto il costo della benzina alla pompa - tasse incluse - tra i più alti del mondo (Fonte Libro bianco sull’auto elettrica di Start Magazine): Italia € 76,61; Olanda € 76,25; Grecia € 75,80; Svezia € 72,84; Svizzera € 70,50; Francia € 68,60; Gran Bretagna € 68,30; Germania € 68,05; Spagna € 60,63; Austria € 57,20; Romania € 50,95; Stati Uniti € 28,45. Alla luce di questi dati e delle politiche di bilancio del tipo "assalto alla diligenza" susseguitesi nella storia repubblicana, a prescindere dal colore della maggioranza di governo, è difficile pensare che in Italia sia possibile un repentino cambio di indirizzo politico in linea con gli altri Stati virtuosi del "green". E così un cambiamento culturale della classe politica, e di conseguenza del modo di fare politica, non pare ipotizzabile. Le risorse economiche sostitutive ci sono e sono scritte nero su bianco nel rapporto sulla revisione della spesa (c.d. spending review) che ha calcolato in 58 miliardi di euro circa i tagli possibili dei capitoli della spesa corrente del bilancio dello Stato, composta per oltre il 90% dal costo del personale e dagli acquisti di beni e servizi. E c'è da credere che l'ammontare calcolato di spending review sia solo la punta dell'iceberg. Iceberg che galleggia, purtroppo, in un mare sempre più inquinato. CHC

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Il nostro studio nasce dall’aggregazione e dall’integrazione di una pluralità di studi professionali e centri di elaborazione dati storici di Milano operanti nel campo della consulenza e dell’assistenza alle imprese.

L’unione di questi studi ci ha permesso in breve tempo di creare una rilevante entità multidisciplinare, in grado di soddisfare le esigenze di ogni tipo di azienda e di competere con i principali attori del mercato.

Il carattere che ci contraddistingue è la riconosciuta abilità nell’affrontare e risolvere le questioni di diritto che interessano il mondo delle imprese. In questo possiamo vantare una pluriennale esperienza a cui si aggiungono ottime conoscenze derivate anche nelle materie affini.

Siamo motivati dalla passione per il nostro lavoro e non ci risparmiano in nessuna situazione.

In tutti i settori professionali in cui agiamo siamo in grado di offrire ai nostri clienti elevati standard di qualità con la possibilità di ogni tipo di personalizzazione. Dall’idea inziale di impresa fino alla sua conclusione, i nostri clienti trovano in noi un partner ideale capace di fornire tutto il supporto necessario per realizzare ogni loro progetto.

Poniamo al centro della nostra attività professionale una costante attenzione all’evoluzione dell’economia e della relativa normativa, per essere sempre capaci di operare nel perimetro legale di ogni Stato in cui veniamo chiamati ad agire e in ogni fase e processo della vita lavorativa del cliente, studiando le migliori soluzioni ai loro problemi e facendoci carico degli adempimenti amministrativi e burocratici.

Il nostro punto di forza è il patrimonio culturale di cui disponiamo, che sviluppiamo attraverso la formazione continua e la ricerca di talenti volti ad ottenere l’inserimento di nuove professionalità, fondamentali per soddisfare la crescente domanda di alti livelli di qualificazione settoriale.

Crediamo che l’acquisizione di know-how e l’integrazione di selezionati studi minori siano il modo migliore possibile per affrontare la proliferazione legislativa e l’internazionalizzazione dell’economia. Prerogativa, in futuro, riservata solo a professionisti ben dimensionati e organizzati come noi, con un’articolata struttura di studio e con una solida preparazione specifica in ogni materia.

Come un atleta non può vincere senza allenamento, un professionista non può distinguersi senza studio.

Prima di danzare sotto i riflettori, corro sulla strada (Cassius Clay alias Muhammad Alì)

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  • Franco Chiappa Franco Chiappa

    Franco Chiappa

    Partner

    Dottore commercialista iscritto nell’elenco dei revisori contabili dal 1999 e all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano dal 2000 al n. 5518
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    Esperto in diritto commerciale e tributario
    Specializzazioni
    Consulenza e assistenza in operazioni societarie straordinarie, redazione di bilanci consolidati, due diligence, revisione contabile, assistenza e rappresentanza tributaria
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    Esperienze professionali
    Commercialista
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    Membro della commissione di diritto societario dell’O.D.C.E.C. di Milano
    Pubblicista della rivista “Diritto e pratica delle società” edita dal IlSole24Ore.
    Relatore per l’O.D.C.E.C di Milano.
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    Dario Mazzolini

    Partner

    Ragioniere iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili del V.C.O. dal 1990 al. n. 172, Sezione A e dal 1995 nell’elenco dei revisori contabili al. n. 37161
    Competenze
    Gestione e coordinamento dell’attività di elaborazione dati di aziende italiane
    Specializzazioni
    Consulenza societaria e fiscale, riorganizzazione di imprese, revisione legale di enti privati e revisione dei conti in enti pubblici
    Merger and acquisition di studi professionali e di società tra professionisti
    Esperienze professionali
    Commercialista
    Curatore di eredità ex art. 508 c.c. presso il Tribunale di Torino, sez. distaccata di Chivasso
    Amministrazione e liquidazione di aziende
    Promotore e co-fondatore della Camera tributaria del Piemonte
    Ruolo
    Partner

  • Cristiano Verazzi Cristiano Verazzi

    Cristiano Verazzi

    Professionista indipendente

    Ragioniere iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Novara dal 1999 al. n. 316, Sezione A
    Competenze
    Esperto in legislazione di impresa
    Specializzazioni
    Riorganizzazione di imprese e gruppi societari, pianificazione fiscale, contenzioso tributario, contabilità e finanza
    Operazioni di finanza straordinaria degli studi professionali e delle società tra professionisti
    Esperienze professionali
    Commercialista
    Amministrazione e liquidazione di aziende
    Componente dell’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001
    Promotore e co-fondatore della Camera tributaria del Piemonte
    Relatore in materia di valutazione degli assets aziendali
    Ruolo
    Professionista indipendente e collaboratore

  • Francesca Giovanna Forloni Francesca Giovanna Forloni

    Francesca Giovanna Forloni

    Partner

    Ragioniera iscritta all’ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano dal 1996 al n. 4819 e all’Albo del Consiglio provinciale dei Consulenti del Lavoro di Milano dal 2014 al n. 2528
    Competenze
    Gestione e coordinamento dell’attività di elaborazione di stipendi di aziende italiane e multinazionali
    Specializzazioni
    Reportistica, cost accounting, distacchi in paesi comunitari ed extracomunitari, assistenza nelle procedure di riduzione del personale, consulenza in progetti di fusione e operazioni straordinarie
    Esperienze professionali
    Consulente del lavoro
    Membro della commissione lavoro dell’O.D.C.E.C. e referente per i rapporti con l’Inps
    Aderente al Comitato – Gruppo ODCEC Area Lavoro
    Ruolo
    Partner

  • Patrizia Pittaluga Patrizia Pittaluga

    Patrizia Pittaluga

    Collaboratrice

    Dottoressa commercialista iscritta all’ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano dal 1992 al n. 3164, Sezione A
    Competenze
    Gestione e coordinamento dell’attività di elaborazione dati di aziende italiane Specializzazioni
    Consulenza aziendale e tributaria, fiscalità degli immobili, adempimenti fiscali, previdenziali e amministrativi, relazioni con gli uffici della PA
    Esperienze professionali
    Commercialista e collaboratrice interna di CED e studi professionali
    Ruolo
    Collaboratrice

  • Alessandro Dicesare Alessandro Dicesare

    Alessandro Dicesare

    Partner

    Ragioniere iscritto all’Albo del Consiglio provinciale dei Consulenti del Lavoro di Milano dal 2012 al n. 2450
    Competenze
    Esperto di diritto giuslavoristico
    Specializzazioni
    Consulenza normativa, contrattuale, contributiva, fiscale e contabile nei rapporti aziendali di lavoro. Assistenza nelle vertenze sindacali e nelle procedure di riduzione di organico
    Operazioni di finanza straordinaria degli studi professionali e delle società tra professionisti
    Esperienze professionali
    Consulente del lavoro
    Referente fiscale e contabile dello studio di famiglia
    Consulente aziendale
    Ruolo
    Partner

  • Virgilio Rovetta Virgilio Rovetta

    Virgilio Rovetta

    Collaboratore

    Ragioniere iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Milano dal 1989 al. n. 2568, Sezione A e dal 1995 nell’elenco dei revisori contabili al. n. 51213
    Competenze
    Esperto contabile e fiscale
    Specializzazioni
    Contabilità e fiscalità delle imprese, revisione contabile, assistenza e rappresentanza tributaria
    Esperienze professionali
    Commercialista e revisore dei conti
    Amministrazione di aziende
    Ruolo
    Collaboratore

  • Maria Cristina Ricchetti Maria Cristina Ricchetti

    Maria Cristina Ricchetti

    Collaboratrice

    Ragioniera iscritta all’Albo del Consiglio provinciale dei Consulenti del Lavoro Del VCO dal 1999 al n. 0060
    Competenze
    Diritto del lavoro
    Specializzazioni
    Consulenza in materia giuslavoristica, assistenza e composizione delle liti di lavoro, relazioni sindacali
    Esperienze professionali
    Consulente del lavoro e collaboratrice interna di CED e studi professionali
    Ruolo
    Collaboratrice

    • Consulenza contrattualistica

    • Redazione e analisi dei principali contratti tipici e atipici

    • Assistenza contrattuale nelle operazioni M&A di studi professionali

    • Costituzione, liquidazione e cessazione di società ed enti

    • Redazione di atti costitutivi, modificativo ed estintivi, statuti e patti parasociali

    • Consulenza ed assistenza in ambito di corporate governance

    • Elaborazione di modelli organizzativi di gestione e controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001 § Operazioni di riorganizzazione aziendale

    • Operazioni di riorganizzazione aziendale
    • Rapporti con le autorità per le società quotate

    • Assistenza nei procedimenti civili di diritto societario e consulenza di parte in arbitrati

    • Diritto del lavoro

    • Consulenza, assistenza e patrocinio nelle controversie correlate a licenziamenti individuali e collettivi

    • Elaborazione di accordi aziendali e sindacali

    • Riorganizzazioni e ristrutturazioni di imprese

    • Assistenza presso gli enti previdenziali ed assistenziali

    • Diritto tributario

    • Consulenza fiscale e tributaria

    • Predisposizione di interpelli, ricorsi, memorie e controdeduzioni difensive, transazioni, atti di sospensione della riscossione

      e di acquiescenza, accordi fiscali e di tax-compliance

    • Rappresentanza tributaria presso gli uffici fiscali e le Commissioni tributarie provinciali e regionali

    • Pianificazione fiscale nazionale e internazionale e analisi delle operazioni e delle partecipazioni coinvolgenti paesi a fiscalità privilegiata

    • Fiscalità dei gruppi di impresa, consolidato fiscale

    • Transfer pricing

    • Adempimenti relativi alle imposte indirette nazionali, comunitarie e internazionali (IVA, VAT internazionale e dazi

      doganali) assistenza alle verifiche IVA e doganali svolte dalle competenti Autorità fiscali

    • Fiscalità delle operazioni straordinarie

    • Tassazione degli espatriati

    • Real Estate

    • Consulenza continuativa e aggiornamento fiscale

    • Applicazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni

    • Tenuta/elaborazione della contabilità

    • Consulenza fiscale ordinaria e straordinaria

    • Redazione dei bilanci e dei documenti correlati e adempimenti conseguenti

    • Consulenza tecnica sui criteri di valutazione e rappresentazione di singole poste di bilancio

    • Applicazione dei principi contabili di bilancio nazionali e internazionali

    • Pubblicità legale

    • Compilazione delle dichiarazioni dei redditi e delle dichiarazioni/comunicazioni periodiche e annuali in materia fiscale

    • Fiscalità internazionale e adempimenti correlati
    • Intermediario fiscale e asseveratore

    • Determinazione e analisi dei costi del personale

    • Apertura, modificazione e cessazione delle posizioni datoriali, previdenziali e assicurative aziendali

    • Apertura, modificazione, trasformazione e cessazione delle posizioni lavorative individuali per dipendenti e collaboratori

    • Consulenza tecnica di parte in sede di contenzioso giudiziale o stragiudiziale
    • Analisi della gestione dei rapporti di lavoro

    • Regolarizzazioni contributive e assicurative

    • Gestione degli esuberi, procedure sindacali per cigs e mobilità e trattative sindacali in genere

    • Assistenza nelle procedure di distacco domestico ed internazionale di lavoratori

    • Gestione delle procedure amministrative presso il cliente o in modalità di controllo remoto sul suo sistema informatico interno

    • Integrazione dei procedimenti amministrativi del cliente con l’ICT aziendale

    • Predisposizione della documentazione e degli elaborati di sintesi con valore legale o per uso interno

    • Reportistica aziendale

    • Consulente finanziario esterno fee-only

    • Gestione dei rapporti con gli istituti di credito e gli enti finanziari

    • Analisi e gestione dei rischi finanziari e verifica dei prodotti finanziari

    • Assistenza contrattuale

    • Gestione pre-contenzioso bancario

    • Analisi e supporto nella gestione delle tematiche previdenziali

    • Due diligence review di natura fiscale, finanziaria e legale propedeutica alle operazioni di M&A

    • Contratti e atti di compra-vendita di partecipazioni sociali

    • Contratti di cessione di azienda e di rami d’azienda

    • Valutazione di aziende, di pacchetti azionari e di partecipazioni sociali

    • Operazioni di acquisizione, fusione, incorporazione, scissione e conferimento di beni e assets partecipativi

    • Redazione di business plan e piani di controllo di gestione

    • Tax-planning locale e internazionale di operazioni straordinarie

    • Acquisizione documentazione tecnica ed amministrativa, organizzazione e gestione dell’archivio cartaceo/digitale e sua regolarizzazione

    • Gestione delle locazioni e dei rapporti con i conduttori e gli amministratori condominiali

    • Gestione delle morosità e di eventuali contenziosi

Contatti


Contatti

indirizzo :

Via Guglielmo Silva 36, 20149 MILANO

telefono :

(+39) 02 2662691

PEC mail:

mazzolini.associati@pec.it

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Mazzolini e Associati
Società tra professionisti a responsabilità
limitata. Studio di consulenza fiscale,
societaria e del lavoro

Repertorio Economico Amministrativo
n. MI – 2088493

Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti
contabili di Milano n. 38