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Modello Intra-2

Eventuali ritardi di trasmissione dei modelli INTRASTAT relativi al mese di febbraio, da presentare entro il prossimo 27 marzo, non saranno sanzionati. Lo hanno annunciato l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Dogane con un comunicato stampa congiunto.

Si ricorda che, con comunicato del 16 febbraio 2017, le Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Dogane) hanno reso noto che i soggetti passivi Iva tenuti alla presentazione mensile dell’INTRA-2 dovevano inviare entro la relativa scadenza di febbraio il modello per gli acquisti intracomunitari di beni del mese di gennaio 2017.

La “retromarcia” era dovuta all’imminente conversione in legge del decreto Milleproroghe (D.L. 244/2016), il quale ha previsto la proroga degli obblighi INTRASTAT vigenti alla data di entrata in vigore del D.L. 193/2016 e, quindi, il ripristino dell’obbligo per il 2017 di comunicazione dei dati fiscali mensili e trimestrali, oltre che dei dati statistici per i contribuenti mensili, ossia di comunicazione degli elenchi acquisti (INTRA-2) mensili e trimestrali di beni e servizi.

Relativamente alla scadenza del mese scorso, il comunicato di ieri fa sapere che, osservando le indicazioni fornite dalle Agenzie, i contribuenti interessati hanno, per la quasi totalità, adempiuto correttamente all’obbligo.

Per quanto riguarda, invece, gli adempimenti relativi al mese di febbraio, in scadenza nei prossimi giorni, viene rilevato che, con la conversione definitiva del D.L. 244/2016, occorre far riferimento ad un mutato quadro giuridico.

Pertanto, attesa la ristrettezza dei tempi, eventuali ritardi di trasmissione dei modelli INTRASTAT relativi al mese di febbraio, il cui termine ultimo è fissato il 27 marzo 2017, non saranno sanzionati.

Comunicazione liquidazioni periodiche Iva

L’obbligo di presentazione della Comunicazione è stato istituito per i soggetti passivi IVA in applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, introdotto dall’art. 4, comma 2, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225. Nel presente modello il contribuente deve indicare i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta effettuate ai sensi dell’art. 1, commi 1 e 1-bis, del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100, nonché degli artt. 73, primo comma, lettera e), e 74, quarto comma. La Comunicazione è presentata anche nell’ipotesi di liquidazione con eccedenza a credito. Sono esonerati dalla presentazione della Comunicazione i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, sempre che, nel corso dell’anno, non vengano meno le predette condizioni di esonero. In caso di determinazione separata dell’imposta in presenza di più attività, i soggetti passivi presentano una sola Comunicazione riepilogativa per ciascun periodo.

L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000. La sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati (art. 11, comma 2-ter, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471).

Termini di presentazione

Il modello di Comunicazione deve essere presentato esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati di cui all’art. 3, commi 2-bis e 3, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322. Il modello deve essere presentato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre. La Comunicazione relativa al secondo trimestre è presentata entro il 16 settembre e quella relativa all’ultimo trimestre è presentata entro l’ultimo giorno del mese di febbraio. Qualora il termine di presentazione della Comunicazione scada di sabato o in giorni festivi, lo stesso è prorogato al primo giorno feriale successivo. Se, entro il termine di presentazione, sono presentate più Comunicazioni riferite al medesimo periodo, l’ultima sostituisce le precedenti.

rottamazione carichi INPS e effetti sul durc

Con il messaggio n. 824 del 24.02.2017, l’INPS è intervenuta per fornire i necessari chiarimenti in merito alla procedura di definizione agevolata delle cartelle di pagamento, concentrando in special modo l’attenzione su due questioni:

  • in primo luogo, vengono chiarite quali sono le somme effettivamente dovute a seguito dell’accesso al beneficio;
  • in secondo luogo, sono analizzati gli effetti dell’istanza di accesso alla definizione agevolata sul rilascio del Documento di Regolarità Contributiva (DURC).

Con riferimento al primo punto, l’INPS ricorda che la definizione agevolata delle cartelle comporta la falcidia degli importi affidati all’Agente della Riscossione a titolo di sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive, ma è comunque previsto l’integrale versamento delle somme dovute a titolo di capitale e di interessi.

L’Istituto si sofferma inoltre sulla debenza degli importi dovuti a titolo di somme aggiuntive e di interessi dovuti dopo il raggiungimento del tetto massimo delle sanzioni (dall’articolo 116, commi 8 e 9 L. 388/2000) precisando che tali somme sono dovute dai soggetti che sono ammessi al beneficio della definizione agevolata.

Sempre con il messaggio in commento, l’INPS analizza anche gli effetti della presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata sulla verifica della regolarità contributiva.

Si ricorda, a tal proposito che la definizione agevolata si perfeziona solo con il versamento delle somme dovute in unica soluzione ovvero con il pagamento della prima rata nelle ipotesi di adempimento in modalità rateale.

Fino al 31 maggio 2017, data entro la quale l’Agente della Riscossione deve concludere il procedimento di definizione della dichiarazione, resta sospesa l’attività esecutiva, ma la norma nulla prevede in merito al ruolo dell’ente impositore.

Considerato quindi che, da un lato il contribuente continua a rimanere debitore delle somme fino alla data di effettivo pagamento, e, dall’altro la norma nulla dispone, l’Istituto, supportato anche dal positivo parere dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ha ritenuto che non possa essere attestata la regolarità contributiva a seguito della mera presentazione dell’istanza di adesione alla procedura di definizione agevolata delle cartelle di pagamento.

L’Istituto giunge invece a conclusioni diverse analizzando i casi in cui era già stata presentata istanza di rateazione alla data di entrata in vigore del D.L. 193/2016.

In questi casi, infatti, è possibile attestare la regolarità contributiva fino alla eventuale revoca della dilazione concessa.

Pare utile a tal proposito ricordare che restano sospese, fino al termine per il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione, le scadenze delle rate dell’anno 2017 di tutti i vecchi piani di dilazione già accordati dall’Agente della Riscossione.

In considerazione di quanto appena esposto, una possibile soluzione, tra l’altro richiamata anche in un comunicato apparso sul sito internet dei Consulenti del lavoro, potrebbe essere la seguente:

  • presentare istanza per la rateizzazione e pagare la prima rata;
  • sospendere successivamente i versamenti (in quanto è prevista la sospensione di tutte le rate scadenti nel 2017);
  • presentare istanza per la definizione agevolata delle cartelle.

Ricorrendo a questa procedura, ovviamente, sarà necessario pagare una rata della rateazione concessa (e le sanzioni, interessi e somme aggiuntive ivi comprese saranno “perse”, non potendo essere chieste a rimborso), ma sarà comunque possibile avere un DURC positivo fino alla data di accesso al beneficio.