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Controlli per i soggetti iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito i criteri da utilizzare per la formazione delle liste selettive degli italiani iscritti all’AIRE da sottoporre, in via prioritaria rispetto ad altri soggetti, all’attività di controllo sulle attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati. Gli elementi segnaletici della permanenza dei soggetti in Italia, sono i seguenti:

a) residenza dichiarata in uno degli Stati e territori a fiscalità privilegiata, individuati dal decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999;

b) movimenti di capitale da e verso l’estero, trasmessi dagli operatori finanziari nell’ambito del monitoraggio fiscale di cui al decreto legge 28 giugno 1990 n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227;

c) informazioni relative a patrimoni immobiliari e finanziari detenuti all’estero, trasmesse dalle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito di Direttive europee e di Accordi di scambio automatico di informazioni;

d) residenza in Italia del nucleo familiare del contribuente;

e) atti del registro segnaletici dell’effettiva presenza in Italia del contribuente;

f) utenze elettriche, idriche, del gas e telefoniche attive;

g) disponibilità di autoveicoli, motoveicoli e unità da diporto;

h) titolarità di partita Iva attiva;

i) rilevanti partecipazioni in società residenti di persone o a ristretta base azionaria;

j) titolarità di cariche sociali;

k) versamento di contributi per collaboratori domestici;

l) informazioni trasmesse dai sostituti d’imposta con la Certificazione unica e con il modello dichiarativo 770;

m) informazioni relative a operazioni rilevanti ai fini IVA, comunicate ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 nonché ai sensi del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.