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Split payment

Lo split payment (o scissione dei pagamenti) è stato introdotto nell’ordinamento italiano dalla legge di stabilità 2015, e consiste in una speciale modalità di versamento dell’Iva sulle operazioni effettuate – originariamente -nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

In sostanza, con tale meccanismo al fornitore del bene o del servizio viene pagato il solo importo del corrispettivo, mentre l’Iva indicata in fattura viene trattenuta dalla PA e poi versata da queste direttamente all’Erario.

Quindi, l’ente pubblico controparte dell’operazione:

  • liquida al fornitore il solo corrispettivo pattuito, al netto dell’IVA;
  • versa l’IVA direttamente all’Erario.

Poiché lo split payment non è un meccanismo di assolvimento dell’Iva previsto dalla normativa comunitaria, l’Italia ha chiesto e ottenuto la proroga, fino al 30 giugno 2020, dell’autorizzazione all’applicazione di tale sistema.

Lo split payment con la manovra correttiva 2017, è stato esteso anche alle operazioni effettuate dai lavoratori autonomi sul cui pagamento vige l’obbligo di operare, da parte del sostituto, la ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (es. professionisti e agenti di commercio).

La platea di soggetti tenuti alla scissione dei pagamenti, in virtù dell’ampliamento della manovra correttiva, comprende ora oltre allo Stato e gli altri soggetti qualificabili come organi dello stato, gli Enti pubblici territoriali e gli altri enti locali, le Camere di Commercio, gli istituti universitari, le ASL, gli enti ospedalieri, gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, le Istituzioni pubbliche di Assistenza e Beneficienza, le aziende pubbliche di servizi alla persona e gli enti pubblici di previdenza, anche gli enti pubblici esclusi nella fase di avvio della norma, quali ad esempio tutti gli enti di ricerca, gli enti per il diritto allo studio, Consob, Sogei spa, Consip spa, nonché tutte le società quotate, le società controllate (direttamente o indirettamente) dallo Stato, le società controllate direttamente dagli enti territoriali e le società ed enti controllati (direttamente o indirettamente) dalle predette società quotate.

Le operazioni soggette allo split payment sono quelle che prevedono l’emissione della fattura da parte dai fornitori mentre sono escluse:

  • quelle documentate da scontrino fiscale, ricevuta fiscale o con altri meccanismi semplificati di certificazione dei corrispettivi
  • quelle che non comportano l’indicazione in fattura dell’IVA;
  • le cessioni di beni e prestazioni di servizi soggette al reverse charge, in quanto il meccanismo di inversione contabile IVA prevale sullo Split payment.

I professionisti interessati dalla nuova normativa IVA sullo split payment a partire dalle fatture emesse dal 1° luglio 2017 in poi, ai soggetti di cui sopra, dovranno:

  • emettere le fatture elettronica in formato XML, con apposizione della firma digitale;
  • inviarla online tramite il SdI o tramite PEC;
  • annotare la fattura nel registro IVA vendite o corrispettivi;
  • annotare in fattura la dicitura “scissione dei pagamenti” ovvero indicare nel campo “esigibilità IVA”il carattere S;
  • non calcolare l’IVA a debito.

L’IVA, in questo caso, non concorre al computo del saldo della liquidazione periodica del professionista in quanto il relativo versamento è effettuato direttamente all’Erario da parte del destinatario del documento.

Manovra Correttiva – Decreto legge n. 50/2017

Articolo 1 -Split Payment:

Il meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. split payment) è esteso anche alle operazioni effettuate nei confronti dei seguenti soggetti:

(a) società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, nn. 1) e 2), del civile, direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;

(b) società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice direttamente dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni;

(c) società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, comma, n. 1), del codice civile, dalle società di cui alle lettere a) e b), ancorché 
ultime rientrino fra le società di cui alla lettera d) ovvero fra i soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196;

(d) società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana; con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al comma 1 può essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario.

L’operatività delle nuove regole dello split payment sono subordinate all’emanazione di apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, da emanarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

La novità riguarda le operazioni effettuate a decorrere dal 1/07/2017.

Articolo 2 – Modifiche all’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA:

Il secondo periodo dell’articolo 19, comma 1, del DPR 26/10/1972 n. 633, (Decreto IVA), è stato riscritto riducendo il diritto di operare la detrazione dell’IVA sugli acquisti e importazioni da tre anni a un anno soltanto.

Infatti, il testo del nuovo art. 19, co. 1, è ora il seguente: “Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’ anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo”.

La novità decorre dal 24/04/2017.

Articolo 2 – Modifiche ai termini di registrazione delle fatture:

Al pari di quanto avvenuto per il diritto alla detrazione anche i termini di registrazione delle fatture di cui al comma 1, dell’art. 25 del DPR 633/1972, sono stati drasticamente ridotti. È stabilito – come nella previgente formulazione – che “il contribuente deve numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma dell’articolo 17“, ma diversamente da prima “deve annotarle in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno“.

Ciò implica che la registrazione delle fatture deve avvenire entro i termini della liquidazione del periodo in cui la detrazione è esercitata e comunque non oltre il termine della dichiarazione annuale IVA riferito al periodo d’imposta in cui la fattura è stata ricevuta.

Poiché la novità decorre dal 24/04/2017, dal tenore letterario della nuova normativa, sembrerebbe già non più possibile detrarre l’Iva relative alle fatture degli anni 2015 e 2016 in quanto il termine di presentazione della dichiarazione annuale è già scaduto.

Articolo 3 – Misure di contrasto alle indebite compensazione:

L’ammontare dei crediti per i quali è richiesto obbligatoriamente il rilascio da parte di un professionista abilitato del visto di conformità alla dichiarazione onde poter procedere con la compensazione, viene ridotta da 15.000 euro a 5.000 euro, con esclusione delle start-up innovative il cui maggior importo di euro 50.000 resta invariato.

Il limite di 5.000 euro riguarda la singola imposta e non la somma complessiva dei crediti emergenti da una stessa dichiarazione.

In quest’ottica di contrasto all’utilizzo indebito dei crediti, sono state modificate anche le regole di presentazione del Modello F24 con compensazione. Allora, se sono indicati crediti in compensazione, il Modello F24 potrà essere presentato solo attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel).

Le novità, che decorrono dal 24/04/2017, riguardano esclusivamente i titolari di partita IVA.

Articolo 4 – Regime fiscale delle locazioni brevi:

Per locazioni brevi si intendono i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online.

A decorrere dal 1° giugno 2017 i redditi da locazione breve, nonché quelli da sub-locazione e da contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi ad oggetto il godimento dell’immobile a favore di terzi, stipulati a partire da tale data, possono beneficiare – con opzione – delle disposizioni relative alla cedolare secca, con aliquota del 21%.

I soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali on line, mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, devono:

(a) trasmettere i dati relativi ai contratti conclusi per il loro tramite;

(b) qualora incassino i canoni o i corrispettivi dei contratti, operano, in qualità di sostituti d’imposta, una ritenuta del 21 per cento sull’ammontare dei canoni e corrispettivi all’atto dell’accredito e provvedono al relativo versamento entro il giorno 16 del mese successivo all’incasso stesso. La ritenuta del 21% sarà a titolo d’imposta in caso di opzione per la cedolare secca e a titolo di acconto in tutti gli altri casi.

Le modalità di attuazione del provvedimento saranno definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanarsi entro il 23/07/2017.

Articolo 6 – Disposizioni in materia di giochi:

La modifica normativa incide:

  • sulla misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, che è fissata in misura pari al 19 per cento dell’ammontare delle somme giocate.
  • sulla misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del predetto testo unico, che è fissata in misura pari al 6 per cento dell’ammontare delle somme giocate;
  • sulla misura della ritenuta sulle vincite del lotto di cui all’articolo 1, comma 488, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 che è fissata all’otto per cento a decorrere dal 1° ottobre 2017;
  • sulla misura del prelievo sulla parte della vincita eccedente euro 500, ottenuta dagli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, che è fissato al 12 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2017;
  • sulla misura del prelievo sulla parte della vincita eccedente euro 500, ottenuto da Vinci per la vita-Win for life, Vinci per la vita-Win for Life Gold e SiVinceTutto SuperEnalotto, e lotterie  nazionali  ad estrazione istantanea, che è fissato al 12 per cento, a decorrere dal 1° ottobre 2017.

Articolo 7 – Rideterminazione della base Ace:

La misura dell’aiuto alla crescita economica (Ace) dal periodo d’imposta 2017 sarà calcolato sull’incremento del capitale proprio degli ultimi cinque anni e non più in relazione a quello intervenuto successivamente al 31 dicembre 2010.

Per le persone fisiche, le società in nome collettivo e quelle in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, per il periodo d’imposta 2016 la base Ace è data dalla differenza fra il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e il patrimonio netto al 31 dicembre 2010, mentre a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2016 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019, rileva, come incremento di capitale proprio, anche la differenza fra il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e il patrimonio netto al 31 dicembre del quinto periodo d’imposta precedente.

La determinazione dell’acconto dovuto ai fini dell’imposta sui redditi delle società relativo al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 deve essere effettuata considerando quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni Ace.

Articolo 8 – Disposizioni in materia di pignoramenti immobiliari:

Il concessionario della riscossione non potrà procede all’espropriazione immobiliare se il valore complessivo dei beni, diminuito delle passività ipotecarie aventi priorità sul credito per il quale si procede, è inferiore a 120.000 euro. Prima tale limitazione riguardava ogni singolo bene e non l’intera massa.

Articolo 9 – Sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’IVA e delle accise:

L’aliquota IVA ridotta del 10% avrà la seguente evoluzione, passando al:

  • 11,5% nel 2018;
  • 12% nel 2019;
  • 13% dal 2020.

L’aliquota IVA ordinaria del 22% (quasi fosse uno scherzo) avrà la seguente evoluzione, passando al:

  • 25% nel 2018;
  • 25,4% nel 2019;
  • 24,9% nel 2020;
  • 25% dal 2021.

Articolo 10 – Reclamo e mediazione:

Modificato anche il valore della lite tributaria ai fini dell’obbligo di attivazione della procedura di reclamo-mediazione. Il limite di 20.000 euro è stato portato a 50.000 euro con effetti sugli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018.

Articolo 11 – Definizione agevolata delle controversie tributarie:

Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’agenzia delle entrate pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, col pagamento di tutti gli importi di cui all’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora.

In caso di controversia relativa esclusivamente agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione è dovuto il quaranta per cento degli importi in contestazione.

In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla definizione in commento.

Sono definibili le controversie con costituzione in giudizio in primo grado del ricorrente avvenuta entro il 31 dicembre 2016 e per le quali alla data di presentazione della domanda di definizione, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

Sono escluse dalla definizione le controversie concernenti anche solo in parte:

(a) le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;

(b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015.

Il versamento degli importi dovuti deve avvenire entro il 30 settembre 2017 e può essere rateizzato in massimo tre rate come segue:

  • la prima di importo pari al 40 per cento del totale delle somme dovute ha scadenza 30 settembre 2017;
  • la seconda rata, pari all’ulteriore quaranta per cento delle somme dovute, deve essere pagata entro 30 novembre 2017;
  • la terza e ultima rata, pari al residuo venti per cento delle somme dovute, deve essere pagata entro il 30 giugno 2018.

Non è ammesso il pagamento rateale se gli importi dovuti non superano duemila euro.

Per ciascuna controversia autonoma deve essere effettuato un separato versamento.

La domanda di definizione agevolata deve essere presentata entro il 30 settembre 2017, e per ciascuna controversia autonoma è presentata una distinta domanda di definizione esente dall’imposta di bollo (per controversia autonoma si intende quella relativa a ciascun atto impugnato).

Dagli importi dovuti si scomputano quelli già versati per effetto delle disposizioni vigenti in materia di riscossione in pendenza di giudizio nonché quelli dovuti per la definizione agevolata dei ruoli esattoriali (se attivata).

La definizione, al pari di quella della rottamazione delle cartelle esattoriali, non da’ luogo alla restituzione delle somme già versate ancorché eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione.

Gli effetti della definizione perfezionata prevalgono su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato prima dell’entrata in vigore del presente articolo.

Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il contribuente faccia apposita richiesta al giudice, dichiarando di volersi avvalere delle disposizioni del presente articolo. In tal caso il processo è sospeso fino al 10 ottobre 2017. Se entro tale data il contribuente avrà depositato copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo resta sospeso fino al 31 dicembre 2018.

Per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono dalla data di entrata in vigore del presente articolo fino al 30 settembre 2017.

L’eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31 luglio 2018 con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali. Il diniego è impugnabile entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite. Nel caso in cui la definizione della lite è richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale può essere impugnata unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest’ultimo. Il processo si estingue in mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2018 dalla parte che ne ha interesse. L’impugnazione della pronuncia giurisdizionale e del diniego, qualora la controversia risulti non definibile, valgono anche come istanza di trattazione. Le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate.

La definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia più pendente.

Con uno o più provvedimenti del direttore dell’agenzia delle entrate saranno stabilite le modalità di attuazione della disposizione.

Articoli da 41 a 46 – Zone terremotate:

Nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016 è istituita la zona franca urbana.

Le imprese che hanno sede all’interno di tale zona, possono beneficiare nei periodi d’imposta 2017 e 2018 delle seguenti agevolazioni:

(a) esenzione del reddito derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella zona franca fino a concorrenza, per ciascun periodo di imposta, dell’importo di 100.000 euro;

(b) esenzione del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella zona franca nel limite, per ciascun periodo d’imposta, dell’importo di euro 300.000;

(c) esenzione dalle imposte municipali proprie per gli immobili siti nella zona franca posseduti e utilizzati dai soggetti in questione per l’esercizio dell’attività economica.

Le esenzioni spettano anche alle imprese che avviano la propria attività all’interno della zona franca entro il 31 dicembre 2017.

Articolo 54 – Documento Unico di Regolarità Contributiva:

Il documento unico di regolarità contributiva (DURC), viene rilasciato a seguito della presentazione da parte del debitore della domanda di definizione agevolata di debiti contributivi (rottamazione cartelle esattoriali).

In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme dovute ai fini della predetta definizione agevolata, tutti i DURC rilasciati a seguito di presentazione dell’istanza, sono annullati dagli Enti preposti alla verifica. A tal fine, l’agente della riscossione comunicherà agli Enti il regolare versamento delle rate accordate. I medesimi Enti provvederanno a rendere disponibile in apposita sezione del servizio “Durc On Line” l’elenco dei DURC annullati.

Articolo 55 – Premi di produttività:

Per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, con modalità tali da porre in essere incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, è ridotta di venti punti percentuali l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il regime relativo all’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti su una quota delle erogazioni previste dal comma 182 non superiore a 800 euro. Sulla medesima quota, non è dovuta alcuna contribuzione a carico del lavoratore. Con riferimento alla quota di erogazioni di cui al presente comma è corrispondentemente ridotta l’aliquota contributiva di computo ai fini pensionistici.

Le novità decorrono con riferimento ai premi e alle somme erogate in esecuzione dei contratti sottoscritti successivamente alla data del 24/04/2017.

Articolo 56 – Patent Box:

I redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, da brevetti industriali, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono a formare il reddito complessivo, in quanto esclusi per il 50 per cento del relativo ammontare. La disposizione si applica anche ai redditi derivanti dall’utilizzo congiunto di beni immateriali, collegati tra loro da vincoli di complementarietà, ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi, sempre che tra i beni immateriali utilizzati congiuntamente siano compresi unicamente quelli sopra indicati (software protetto da copyright, da brevetti industriali, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili).

Le novità si applicano:

(a) per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, per i periodi d’imposta per i quali le opzioni, sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016;

(b) per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, a decorrere dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, relativamente al quale le opzioni sono esercitate successivamente al 31 dicembre 2016.

Si applicano le disposizioni vigenti anteriormente alle modifiche e, comunque, non oltre il 30 giugno 2021, relativamente alle opzioni esercitate per i primi due periodi d’imposta successivi a quelli in corso al 31 dicembre 2014.

Articolo 57 – Attrazione per gli investimenti:

Viene allargato l’ambito applicativo di alcune deroghe civilistiche, prima riservato alle start-up innovative, a tutte le piccole e medie imprese (PMI) costituite in forma di società a responsabilità limitata.

In particolare:

(a) l’atto costitutivo delle PMI costituita in forma di società a responsabilità limitata può creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il contenuto delle varie categorie anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, commi secondo e terzo, del codice civile.

(b) in deroga a quanto previsto dall’articolo 2468, comma primo, del codice civile, le quote di partecipazione nelle PMI costituite in forma di società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali (piattaforme online che abbiano come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di rischio), nei limiti previsti dalle leggi speciali.

(c) nelle PMI costituite in forma di società a responsabilità limitata, il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni stabilito dall’articolo 2474 del codice civile non trova applicazione qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali.

Articolo 58 – Modifiche alla disciplina dell’imposta sul reddito di impresa (IRI) – disciplina del trattamento delle riserve presenti al momento della fuoriuscita dal regime


In caso di fuoriuscita dal regime IRI, anche a seguito di cessazione dell’attività, le somme prelevate a carico delle riserve di utili formate nei periodi d’imposta di applicazione delle disposizioni del presente articolo, nei limiti in cui le stesse sono state assoggettate a tassazione separata, concorrono a formare il reddito complessivo dell’imprenditore, dei collaboratori o dei soci; ai medesimi soggetti è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari all’imposta sostitutiva già assolta su tali riserve.

Articolo 59 – Transfer pricing

I componenti del reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa, sono determinati con riferimento alle condizioni e ai prezzi che sarebbero stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili, se ne deriva un aumento del reddito. La medesima disposizione si applica anche se ne deriva una diminuzione del reddito:

(a) in esecuzione degli accordi conclusi con le autorità competenti degli Stati esteri a seguito delle procedure amichevoli previste dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni sui redditi o dalla Convenzione 90/436/CE del 23 luglio 1990;

(b) a conclusione dei controlli effettuati nell’ambito di attività di cooperazione internazionale i cui esiti siano condivisi dagli Stati partecipanti;

(c) a seguito di istanza da parte del contribuente da presentarsi secondo le modalità e i termini previsti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, a fronte di una rettifica in aumento definitiva e conforme al principio di libera concorrenza effettuata da uno Stato con il quale è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi che consenta un adeguato scambio di informazioni;

(d) resta ferma, in ogni caso, la facoltà per il contribuente di richiedere l’attivazione delle procedure amichevoli di cui alla lettera a), ove ne ricorrano i presupposti.

Art. 67 – Entrata in vigore

Il decreto legge 50/2017 è entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana avvenuta il 24/4/2017.

Iper ammortamento del 150% – Linee guida ministeriali

TERZA PARTE della CIRCOLARE N.4/E del 30/03/2017 dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dello Sviluppo economico contenente le linee guida tecniche all’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge n. 232 del 2016 (iper ammortamento del 150%) riservato ai soggetti che producono reddito di impresa, con esclusione quindi di artisti e professionisti.

  1. Premessa

La presente sezione della circolare fornisce chiarimenti relativi alla natura tecnica delle caratteristiche elencate negli allegati A e B della legge di bilancio 2017.

La lista dei beni che possono beneficiare dell’iper ammortamento è descritta nell’allegato A della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) e si articola su 3 linee di azione:

  1. Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
  2. Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  3. Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0».
  4. Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti

Di seguito sono riportati i beni strumentali oggetto dell’iper ammortamento con una serie di esempi e spiegazioni a supporto dell’interpretazione:

  1. macchine utensili per asportazione. In tale contesto si fa riferimento a tutte le macchine atte alla trasformazione di pezzi, indipendentemente dal materiale lavorato (metallo, compositi, marmo, polimeri, legno, ceramica, ecc.). Ne sono un esempio torni a CN, centri di lavoro, centri di rettifica, ecc.;
  2. macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici. Sono comprese, per esempio, macchine per la lavorazione a ultrasuono (USM), a getto abrasivo (AJM), waterjet (WJM), chimiche (CHM), elettrochimiche (ECM), elettroerosione (EDM), taglio laser (LBM), con fascio di elettroni o di ioni (EBM), plasma (PAM), ecc.;
  3. macchine e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime. In questo caso, si intendono macchine e impianti impiegati nell’industria manifatturiera discreta, nell’industria di processo e in quella di trasformazione che devono essere dotati di proprietà di riconfigurabilità o flessibilità (sia per quanto riguarda le tipologie di operazioni che possono essere eseguite, sia per quanto riguarda la gestione dei flussi all’interno dell’impianto). Nel rispetto delle condizioni sopra esposte, la voce nell’elenco è applicabile indipendentemente dal prodotto (o semilavorato) realizzato o trasformato o trattato e dal relativo ciclo tecnologico e indipendentemente dal tipo di realizzazione o trasformazione o trattamento (meccanico, chimico, fisico, ecc.) indotto sul prodotto o semilavorato. Per impianto o porzione di impianto si intende un insieme di macchine connesse fisicamente tra di loro anche se ogni macchina o attrezzatura funziona in maniera indipendente. L’impianto gode del beneficio fiscale anche nel caso in cui i singoli componenti provengano da fornitori diversi;
  4. macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali. Si intendono tutte quelle macchine che eseguono la deformazione plastica operanti sia a freddo che a caldo. Ne sono un esempio presse, punzonatrici a CN, laminatoi, pannellatrici, trafilatrici, ecc.;
  5. macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura. In questo caso possono essere compresi anche linee, celle e sistemi di assemblaggio;
  6. macchine per il confezionamento e l’imballaggio. Queste possono includere per esempio macchine adibite al packaging e all’imbottigliamento;
  7. macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico). Sono inclusi i dispositivi che, in un’ottica di economia circolare, sono finalizzati al riutilizzo diretto, alla riparazione, al remanufacturing e al riciclo/riutilizzo delle materie prime. Sono da ritenersi escluse le macchine finalizzate allo smaltimento in discarica e quelle finalizzate al recupero energetico;
  8. robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot;
  9. macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici. Ne sono un esempio: lappatrici, rettificatrici, macchine per trattamenti superficiali, termici e/o chimici, macchine per il coating, macchine per granigliatura, sabbiatura, pallinatura, vibrofinitura, verniciatura, funzionalizzazione mediante plasma, stampa su carta e tessuti, funzionalizzazione con plasma, smaltatura, decorazione della ceramica, ecc.;
  10. macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale. Ne sono un esempio le macchine per laser melting/sintering di polveri metalliche o polimeri, ecc.;
  11. macchine, anche motrici e operatrici (sono comprese, per esempio, macchine per l’agricoltura 4.0, quali tutte le trattrici e le macchine agricole – portate, trainate e semoventi – che consentono la lavorazione di precisione in campo grazie all’utilizzo di elettronica, sensori e gestione computerizzata delle logiche di controllo; sono, inoltre, inclusi dispositivi e macchine di supporto quali, ad esempio, sistemi di sensori in campo, stazioni meteo e droni), strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi (es. carrelli elevatori, sollevatori, carriponte, gru mobili, gru a portale), dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati (es. manipolatori industriali, sistemi di pallettizzazione e dispositivi pick and place), AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio sistemi attivi come RFID, sistemi passivi come ad esempio QR code, visori e sistemi di visione e meccatronici). Si precisa che l’espressione “macchine motrici” non include i veicoli ai sensi della definizione di cui all’art. 1 della Direttiva 70/156/CEE;
  12. magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica. Si intendono, per esempio, magazzini automatici asserviti da traslo-elevatori o mini-loaders e software WMS per la gestione delle missioni in/out; i sistemi di selezionamento, prelievo e deposito automatico controllati da software di gestione e/o il controllo delle scorte e dei punti di riordino.

Infine, l’allegato A include tra i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” anche i dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti. Per dispositivi, strumentazione e componentistica, si intendono anche package e componenti di impianto purché assicurino che la macchina o l’impianto oggetto di ammodernamento rispettino, grazie all’ammodernamento, le caratteristiche obbligatorie e le ulteriori caratteristiche (riportate di seguito). Inoltre, si specifica che, nel caso di revamping di un impianto consegnato prima del 2017, godono del beneficio fiscale i soli beni in oggetto (i dispositivi, la strumentazione e la componentistica compresi package e componenti di impianto) e non l’intero impianto ammodernato.

In linea generale, la parola “macchine” va intesa ai sensi della definizione di cui all’art. 2 lett. a della Direttiva 2006/42/CE.

11.1 Quali caratteristiche devono avere i beni per beneficiare dell’agevolazione fiscale dell’iper ammortamento

Al fine dell’applicazione dell’iper ammortamento, i beni dei punti elenco da 1 a 12 del paragrafo precedente devono obbligatoriamente avere tutte le seguenti 5 caratteristiche:

  1. controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
  2. interconnessioneaisistemiinformaticidifabbricaconcaricamentodaremoto di istruzioni e/o part program;
  3. integrazioneautomatizzataconilsistemalogisticodellafabbricaoconlarete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  4. interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive;
  5. rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Inoltre, devono essere dotati di almeno due tra le seguenti ulteriori caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

  • sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

11.1.1 Caratteristiche obbligatorie

Analizziamo adesso le singole caratteristiche per meglio specificarne il senso applicativo:

  1. La caratteristica del controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller) è da considerarsi pienamente accettata anche quando la macchina/impianto possiede soluzioni di controllo equipollenti, ovvero da un apparato a logica programmabile PC, microprocessore o equivalente che utilizzi un linguaggio standardizzato o personalizzato, oppure più complessi, dotato o meno di controllore centralizzato, che combinano più PLC o CNC (es.: soluzioni di controllo per celle/FMS oppure sistemi dotati di soluzione DCS – Distributed Control System).
  2. La caratteristica dell’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program è soddisfatta se il bene scambia informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP- IP, HTTP, MQTT, ecc.). Inoltre, il bene deve essere identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP). Si specifica che lo scambio di informazioni con sistemi esterni è contemplato al successivo punto 3.

Ulteriori precisazioni:

  • la parola fabbrica deve essere intesa come un ambiente fisico dove avviene creazione di valore attraverso la trasformazione di materie prime o semilavorati e/o realizzazione di prodotti;
  • nel caso di macchine motrici od operatrici, che operano in ambiente esterno (tipicamente macchine utilizzate in agricoltura e nelle costruzioni), si deve intendere la caratteristica assolta se le stesse siano a guida automatica (senza operatore a bordo) o semi-automatica (o assistita – con operatore che controlla in remoto) e in grado di ricevere dati relativi al compito da svolgere da un sistema centrale remoto (in questo caso ricadono anche i droni) situato nell’ambiente di fabbrica;
  • per istruzioni si può intendere anche indicazioni, che dal sistema informativo di fabbrica vengano inviate alla macchina, legate alla pianificazione, alla schedulazione o al controllo avanzamento della produzione, senza necessariamente avere caratteristiche di attuazione o avvio della macchina.
  1. La caratteristica dell’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo specifica che la macchina/impianto debba essere integrata in una delle seguenti opzioni:
  • Con il sistema logistico della fabbrica: in questo caso si può intendere sia una integrazione fisica che informativa. Ovvero, rientrano casi di integrazione fisica in cui la macchina/impianto sia asservita o in input o in output da un sistema di movimentazione/handling automatizzato o semiautomatizzato (ad es. rulliera, AGVs, sistemi aerei, robot, carroponte, ecc.) che sia a sua volta integrato con un altro elemento della fabbrica (ad es. un magazzino, un buffer o un’altra macchina/impianto, ecc.); oppure casi di integrazione informativa in cui sussista la tracciabilità dei prodotti/lotti realizzati mediante appositi sistemi di tracciamento automatizzati (p.e. codici a barre, tag RFID, ecc.) che permettano al sistema di gestione della logistica di fabbrica di registrare l’avanzamento, la posizione o altre informazioni di natura logistica dei beni, lotti o semilavorati oggetto del processo produttivo;
  • Con la rete di fornitura: in questo caso si intende che la macchina/impianto sia in grado di scambiare dati (ad es. gestione degli ordini, dei lotti, delle date di consegna, ecc.) con altre macchine o più in generale, con i sistemi informativi, della rete di fornitura nella quale questa è inserita. Per rete di fornitura si deve intendere sia un fornitore a monte che un cliente a valle;
  • Con altre macchine del ciclo produttivo: in questo caso si intende che la macchina in oggetto sia integrata in una logica di integrazione e comunicazione M2M con un’altra macchina/impianto a monte e/o a valle (si richiama l’attenzione sul fatto che si parla di integrazione informativa, cioè scambio di dati o segnali, e non logistica già ricompresa nei casi precedenti);
  1. La caratteristica dell’interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive specifica che la macchina/impianto deve essere dotata di un sistema hardware, a bordo macchina o in remoto (ad esempio attraverso dispositivi mobile, ecc.), di interfaccia con l’operatore per il monitoraggio e/o il controllo della macchina stessa. Per semplici e intuitive si intende che le interfacce devono garantire la lettura anche in una delle seguenti condizioni:
  • Con indosso i dispositivi di protezione individuale di cui deve essere dotato l’operatore;
  • Consentire la lettura senza errori nelle condizioni di situazione ambientale del reparto produttivo (illuminazione, posizionamento delle interfacce sulle macchine, presenza di agenti che possono sporcare o guastare i sistemi idi interazione, ecc.).
  1. La caratteristica “rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro” specifica che la macchina/impianto deve rispondere ai requisiti previsti dalle norme in vigore.

11.1.2 Ulteriori caratteristiche

Per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale, i beni devono inoltre essere dotati di almeno due tra le seguenti caratteristiche:

  1. a) Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, specifica che la macchina/impianto debba prevedere almeno una delle seguenti caratteristiche:
  • Sistemi di telemanutenzione: si intendono sistemi che possono da remoto, in automatico o con la supervisione di un operatore, effettuare interventi di riparazione o di manutenzione su componenti della macchina/impianto. Si devono considerare inclusi anche i casi in cui un operatore sia tele-guidato in remoto (anche con ricorso a tecnologie di augmented reality, ecc.);
  • Sistemi di telediagnosi: sistemi che in automatico consentono la diagnosi sullo stato di salute di alcuni componenti della macchina/impianto;
  • Controllo in remoto: si intendono sia le soluzioni di monitoraggio della macchine/impianto in anello aperto che le soluzioni di controllo in anello chiuso, sia in controllo digitale diretto che in supervisione, a condizione che ciò avvenga in remoto e non a bordo macchina.
  1. b) monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo. Il monitoraggio si intende non esclusivamente finalizzato alla conduzione della macchina o impianto, ma anche al solo monitoraggio delle condizioni o dei parametri di processo e all’eventuale arresto del processo al manifestarsi di anomalie che ne impediscono lo svolgimento (es. grezzo errato o mancante);

c) caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico). Si fa riferimento al concetto del cosiddetto digital twin, ovvero della disponibilità di un modello virtuale o digitale del comportamento della macchina fisica o dell’impianto, sviluppato al fine di analizzarne il comportamento anche, ma non esclusivamente, con finalità predittive e di ottimizzazione del comportamento del processo stesso e dei parametri che lo caratterizzano. Sono inclusi modelli o simulazioni residenti sia su macchina che off-line come ad esempio i modelli generati tramite tecniche di machine learning.

Inerenza OK per le spese di sponsorizzazioni a favore delle associazioni sportive dilettantistiche

L’articolo 90, co. 8 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, stabilisce che “Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario, ai sensi dell’articolo 74, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

L’amministrazione finanziaria ha sempre tentato di disconoscere la deducibilità del costo pubblicitario al soggetto erogante qualora avesse ravvisato la carenza dei requisiti di inerenza ed economicità della spesa previsti dal Tuir.

Di diverso avviso, invece, la Corte di Cassazione che con due recenti ordinanze ravvicinate nel tempo

– Ordinanza del 21 marzo 2017, n. 7202 –  ha dapprima chiarito che: “la L. n. 289 del 2002, art. 90 cit., comma 8, consente, in via di presunzione legale assoluta, di ritenere applicabile ai contributi erogati, entro il limite sopra indicato, in favore di società o associazioni sportive dilettantistiche, la qualificazione di spese di pubblicità volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario.” e se del caso l’eventuale mancata iscrizione al Registro del CONI delle Società/Associazioni sportive dilettantistiche comporta esclusivamente “il difetto di prova a carico delle beneficiarie dello status di società o associazione sportiva dilettantistica  e quindi il difetto di prova in ordine ad uno dei requisiti in relazione ai quali il citato articolo 90, comma 8, legge 289/2002 consente, in via di presunzione legale assoluta di ritenere applicabile ai contributi erogati entro il limite  indicato, in favore i società o associazioni sportive dilettantistiche,  la qualificazione di spese di pubblicità” e successivamente con

– Ordinanza del 6 aprile 2017, n. 8981 è andata ancora oltre illustrando tutti gli aspetti normativamente rilevanti affinché la spesa non sia sindacabile da parte dell’AF: “Non è infatti dubbio che la seconda disposizione legislativa evocata abbia sancito una presunzione legale di inerenza/deducibilità delle spese de quibus sino alla concorrenza di euro 200.000, qualora erogate a associazioni sportive dilettantistiche, «se (a) il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica, (b) sia rispettato il limite quantitativo di spesa, (c) la sponsorizzazione miri a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor, (d) il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale (es. apposizione del marchio sulle divise, esibizione di striscioni e/o tabelloni sul campo da gioco, etc.)» (così Sez. 5 n. 5720/2016).

Orbene, risultando nel caso di specie incontestata la ricorrenza di detti presupposti ricavabili dalla disposizione legislativa in esame, sono da ritenersi ultronee le considerazioni fatte sul punto dalla CTR con riguardo alla registrazione e la certezza di data del contratto con la sponsee X e la omissione della dichiarazione reddituale annuale da parte dell’altra sponsee Y.

Ugualmente irrilevante deve considerarsi l’ulteriore considerazione del giudice di appello circa la “antieconomicità” della spesa in esame, in ragione della affermata irragionevole sproporzione tra l’entità della stessa rispetto al fatturato/utile di esercizio della società contribuente. In ordine a quest’ultimo profilo deve infatti ribadirsi che quella sancita dall’art. 90, comma 8, legge 289/2002 è una “presunzione assoluta” oltre che della natura di “spesa pubblicitaria”, altresì di inerenza della spesa stessa fino alla soglia, normativamente prefissata, dell’importo di euro 200.000, trattandosi nel caso di specie di esborsi che sono pacificamente ben al di sotto di tale limite.

Alla luce della lettura della norma da parte della Corte di cassazione le spese di pubblicità a favore di associazioni/società sportive dilettantistiche non sono contestabili da parte dell’Agenzia delle entrate se:

(a) il soggetto sponsorizzato è una associazione o società sportiva dilettantistica regolarmente iscritta al registro del CONI;

(b) non eccedano l’importo annuo di euro 200.000;

(c) la sponsorizzazione mira a promuovere l’immagine e i prodotti dello sponsor;

(d) il soggetto sponsorizzato ha effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale (es. apposizione del marchio sulle divise, esibizione di striscioni e/o tabelloni sui campi di gioco, etc.);

e qualora risultino rispettati tutti gli elementi di cui sopra anche se:

(e) il contratto di sponsorizzazione sia non registrato e privo di data certa;

(f) l’associazione/società sportiva dilettantistica beneficiaria abbia omesso di presentare la dichiarazione dei redditi per quell’anno d’imposta;

(g) l’entità della spesa appaia sproporzionata rispetto al fatturato/utile di esercizio dello sponsor.

Modello Intra-2

Eventuali ritardi di trasmissione dei modelli INTRASTAT relativi al mese di febbraio, da presentare entro il prossimo 27 marzo, non saranno sanzionati. Lo hanno annunciato l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Dogane con un comunicato stampa congiunto.

Si ricorda che, con comunicato del 16 febbraio 2017, le Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Dogane) hanno reso noto che i soggetti passivi Iva tenuti alla presentazione mensile dell’INTRA-2 dovevano inviare entro la relativa scadenza di febbraio il modello per gli acquisti intracomunitari di beni del mese di gennaio 2017.

La “retromarcia” era dovuta all’imminente conversione in legge del decreto Milleproroghe (D.L. 244/2016), il quale ha previsto la proroga degli obblighi INTRASTAT vigenti alla data di entrata in vigore del D.L. 193/2016 e, quindi, il ripristino dell’obbligo per il 2017 di comunicazione dei dati fiscali mensili e trimestrali, oltre che dei dati statistici per i contribuenti mensili, ossia di comunicazione degli elenchi acquisti (INTRA-2) mensili e trimestrali di beni e servizi.

Relativamente alla scadenza del mese scorso, il comunicato di ieri fa sapere che, osservando le indicazioni fornite dalle Agenzie, i contribuenti interessati hanno, per la quasi totalità, adempiuto correttamente all’obbligo.

Per quanto riguarda, invece, gli adempimenti relativi al mese di febbraio, in scadenza nei prossimi giorni, viene rilevato che, con la conversione definitiva del D.L. 244/2016, occorre far riferimento ad un mutato quadro giuridico.

Pertanto, attesa la ristrettezza dei tempi, eventuali ritardi di trasmissione dei modelli INTRASTAT relativi al mese di febbraio, il cui termine ultimo è fissato il 27 marzo 2017, non saranno sanzionati.

Comunicazione liquidazioni periodiche Iva

L’obbligo di presentazione della Comunicazione è stato istituito per i soggetti passivi IVA in applicazione delle disposizioni contenute nell’art. 21-bis, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, introdotto dall’art. 4, comma 2, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225. Nel presente modello il contribuente deve indicare i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta effettuate ai sensi dell’art. 1, commi 1 e 1-bis, del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100, nonché degli artt. 73, primo comma, lettera e), e 74, quarto comma. La Comunicazione è presentata anche nell’ipotesi di liquidazione con eccedenza a credito. Sono esonerati dalla presentazione della Comunicazione i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, sempre che, nel corso dell’anno, non vengano meno le predette condizioni di esonero. In caso di determinazione separata dell’imposta in presenza di più attività, i soggetti passivi presentano una sola Comunicazione riepilogativa per ciascun periodo.

L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000. La sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati (art. 11, comma 2-ter, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471).

Termini di presentazione

Il modello di Comunicazione deve essere presentato esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati di cui all’art. 3, commi 2-bis e 3, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322. Il modello deve essere presentato entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre. La Comunicazione relativa al secondo trimestre è presentata entro il 16 settembre e quella relativa all’ultimo trimestre è presentata entro l’ultimo giorno del mese di febbraio. Qualora il termine di presentazione della Comunicazione scada di sabato o in giorni festivi, lo stesso è prorogato al primo giorno feriale successivo. Se, entro il termine di presentazione, sono presentate più Comunicazioni riferite al medesimo periodo, l’ultima sostituisce le precedenti.

Fattura con descrizione generica a rischio rettifica

Il comma 2 dell’articolo 21 del DPR 633/722 prescrive il contenuto essenziale delle fatture:

a) data di emissione;

b) numero progressivo che la identifichi in modo univoco;

c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

d) numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;

e) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

f) numero di partita IVA del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, codice fiscale;

g) natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;

h) corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono di cui all’articolo 15, primo comma, n. 2;

i) corrispettivi relativi agli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;

l) aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo di euro;

m) data della prima immatricolazione o iscrizione in pubblici registri e numero dei chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi, di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;

n) annotazione che la stessa è emessa, per conto del cedente o prestatore, dal cessionario o committente ovvero da un terzo.

In merito alla lettera g), del co. 2, dell’art. 21, da ultimo la CTR di Roma con la sentenza n. 6962/16 ha ribadito che le fatture che non rispettano i requisiti dell’art. 21 DPR 633/72, – prive cioè dell’indicazione di una specifica prestazione – non permettono al contribuente che le ha portate in deduzione dal reddito fiscale e in detrazione in liquidazione IVA, di provare sia l’inerenza dei costi sia la loro congruità.

L’Amministrazione finanziario è, quindi, legittimata a rideterminare l’imponibile fiscale e il volume d’affari ai fini IVA, ritenendo i costi in oggetto indeducibili e l’Iva indetraibile.

Adempimenti IVA 2017

Adempimenti IVA 2017: soppressa la comunicazione degli acquisti di beni da San Marino e l’intrastat acquisti 

Il Decreto legge n. 193/2016, ha introdotto, a partire dal 01.01.2017, il nuovo spesometro trimestrale, composto dall’elenco delle fatture emesse e ricevute e dalla comunicazione delle liquidazioni IVA. 

Nel contempo la norma ha soppresso la comunicazione degli acquisti senza IVA di beni da San Marino prevista dall’art. 16, co.1, lett. c) del DM 24.12.1993 e l’invio degli elenchi riepilogativi Intrastat relativi agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea – Modello Intra-2 – previsto dall’art. 50, co.6, D.L. 331/1993, convertito con modificazioni, dalla legge 427/1993.

Quanto al primo adempimento soppresso, si ricorda che, sebbene non sia più richiesto di compilare il quadro SE della comunicazione polivalente, il cui termine di trasmissione telematica scadeva l’ultimo giorno del mese successivo a quello di annotazione della fattura, rimane pur sempre necessario integrare la fattura ricevuta dal fornitore sammarinese ai sensi dell’art. 17, Dpr 633/1972, applicando l’imposta con il meccanismo del reverse charg

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