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Via alla rottamazione-ter

L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha predisposto un’apposita sezione del proprio sito dedicata alla c.d. rottamazione-ter delle cartelle esattoriali (https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/definizione-agevolata/definizione-agevolata-2018-/definizione-agevolata-2018-come-aderire/), dove, oltre a riepilogare i soggetti interessati e le modalità di adesione, risponde a specifiche Faq (https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/Per-saperne-di-piu/definizione-agevolata/definizione-agevolata-2018-/faq-definizione-agevolata-2018/) sull’argomento.

In particolare, per aderire alla definizione agevolata 2018 è necessario presentare, entro il 30 aprile 2019, l’apposita dichiarazione di adesione.

Centrale rischi della Banca d’Italia

La pianificazione finanziaria è un’attività aziendale ancora molto poco praticata e oggi integrata solo nei processi gestionali e gestori delle imprese di maggiori dimensioni o struttura.

L’accesso al credito da parte delle imprese minori, che è quasi esclusivamente quello bancario, avviene con aspettative sovente disattese a causa della differente percezione della propria immagine creditizia rispetto al merito attribuito dal mondo finanziario.

Capita spesso che l’imprenditore viene a conoscenza di pregiudiziali solo quando la banca avvia le azioni sui rapporti contrattuali esistenti con il fine di ridurre il suo rischio. A quel punto, però, si è innescato un processo molto pericoloso, dilagante e difficilmente arrestabile in grado di distruggere la tesoreria aziendale e qualche volta l’azienda stessa.

Allora per non perdere di vista la trama di rapporti e di interconnessioni attive nel sistema bancario e mantenerli costantemente monitorati l’impresa può ottenere a mezzo PEC la propria centrale dei rischi da Banca d’Italia tramite un modello, reperibile all’indirizzo: https://www.bancaditalia.it/servizi-cittadino/servizi/accesso-cr/index.html.

Tramite questo documento è possibile avere notizia – per ogni banca – dell’esposizione, degli affidamenti concessi, delle garanzie attive e passive assunte e delle eventuali pregiudiziali dovuti ad una cattiva gestione dei rapporti.

La centrale dei rischi può essere chiesta per tutti gli anni a partire dal 1995 ed eventualmente, con motivazione, dal 1989. La Banca d’Italia risponde, normalmente, in una settimana tramite posta elettronica.

La centrale dei rischi (CR) è molto importante perché può fornire in anticipo delle informazioni quanto mai importanti per evitare di approcciare il sistema bancario in maniera sbagliata e con ciò precludersi la possibilità di ottenere le risorse liquide necessarie per lo sviluppo dei propri piani strategici.

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – Comunicato Stampa 30/10/2017 – Diamanti da investimento

Il 20 settembre 2017, a conclusione di due istruttorie, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha emesso due provvedimenti sanzionatori a carico di Intermarket Diamond Business – IDB S.p.A. (IDB) e Diamond Private Investment – DPI S.p.A. (DPI), nonché degli istituti di credito con per mezzo dei quali operavano – Unicredit e Banco BPM (per IDB); Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena (per DPI) – ritenendo gravemente ingannevoli e omissive le modalità di offerta dei diamanti da investimento.

I profili di scorrettezza riscontrati per entrambe le società hanno riguardato le informazioni ingannevoli e omissive diffuse attraverso il sito e il materiale promozionale dalle stesse predisposto in merito: a) al prezzo di vendita dei diamanti, presentato come quotazione di mercato, frutto di una rilevazione oggettiva pubblicata sui principali giornali economici; b) all’andamento del mercato dei diamanti, rappresentato in stabile e costante crescita; c) all’agevole liquidabilità e rivendibilità dei diamanti alle quotazioni indicate e con una tempistica certa; e d) alla qualifica dei professionisti come leader di mercato.

In realtà, alla luce delle risultanze istruttorie è emerso che le quotazioni di mercato erano i prezzi di vendita liberamente determinati dai professionisti in misura ampiamente superiore al costo di acquisto della pietra e ai benchmark internazionali di riferimento (Rapaport e IDEX); l’andamento delle quotazioni era l’andamento del prezzo di vendita delle imprese annualmente e progressivamente aumentato dai venditori; e le prospettive di liquidabilità e rivendibilità erano unicamente legate alla possibilità che il professionista trovasse altri consumatori all’interno del proprio circuito.

L’Autorità ha, inoltre, accertato che gli istituti di credito, principale canale di vendita dei diamanti per entrambe le imprese, utilizzando il materiale informativo predisposto da IDB e DPI, proponevano l’investimento a una specifica fascia della propria clientela interessata all’acquisto dei diamanti come un bene rifugio e a diversificare i propri investimenti.

Secondo l’Autorità il fatto che l’investimento fosse proposto da parte del personale bancario e la presenza del personale bancario agli incontri tra i due professionisti e i clienti, forniva ampia credibilità alle informazioni contenute nel materiale promozionale delle due società, determinando molti consumatori all’acquisto senza effettuare ulteriori accertamenti.

L’Autorità ha, inoltre, accertato la violazione da parte di IDB e DPI dei diritti dei consumatori nei contratti in merito al diritto di recesso e, per IDB, anche al foro competente in caso di controversie.

Le sanzioni irrogate sono state: in un caso, pari complessivamente a 9,35 milioni (2 milioni per IDB; 4 milioni per Unicredit; 3,35 milioni per Banco BPM); nell’altro caso, pari complessivamente a 6 milioni (1 milione per DPI; 3 milioni per Banca Intesa; 2 milioni per MPS).

Nel corso dell’istruttoria sono stati svolti accertamenti ispettivi con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza con l’ausilio della CONSOB.

Licenza vendita prodotti alcolici (art. 29 del D.Lgs. n. 504/1995)

Si segnala che il comma 178 dell’art. 1 della legge 04 agosto 2017 n. 124, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 14 agosto 2017 n. 189, in vigore a partire dal 29.08.2017, ha apportato modifiche al comma 2 dell’art. 29 del Testo Unico di cui al D.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (T.U.A.) escludendo dall’obbligo di denuncia agli Uffici delle Dogane gli “esercizi pubblici , gli esercizi di intrattenimento pubblico, gli esercizi ricettivi e i rifugi alpini”, operanti nel settore dell’alcole e prodotti alcolici assogettati ad accisa.

Di conseguenza, cessando l’obbligo di denuncia per tali esercizi, viene meno per gli esercenti anche l’obbligo di dotarsi di licenza fiscale, previsto dal comma 4 del medesimo art. 29 del T.U.A.

Pagamenti con moneta elettronica dal 30/9/2017

Entro il 30 settembre 2017 tutti i soggetti che svolgono attività di retail a contatto diretto con l’utenza – essenzialmente commercianti, artigiani e professionisti – hanno l’obbligo di accettare pagamenti con moneta elettronica.

Il rifiuto comporta una sanzione fino a 30 euro.

La norma sanzionatoria, che salvo slittamenti, entrerà in vigore dalla fine di settembre non è una novità nel nostro ordinamento, infatti, l’articolo 693 del codice penale stabilisce che “chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro“: reato, peraltro, già depenalizzato a sanzione amministrativa.

L’obbligo di accettare i pagamenti con moneta elettronica si aggiunge all’obbligo di possesso del Pos da parte di esercenti e professionisti, introdotto con il decreto legge 179/2012, (Decreto crescita 2.0 o Decreto sviluppo bis) e per il quale non è prevista alcuna sanzione.

Pertanto, una volta in vigore la norma, verrà sanzionata la mancata accettazione della moneta elettronica e non la presenza o meno del Pos. Oggi vi è l’obbligo di avere il Pos ma nulla si dice sul suo effettivo utilizzo.

Per alcune attività potrebbero essere previsti periodi limitati di esclusione dall’applicazione delle sanzioni. Si tratta, ad esempio, dei tabaccai che gestiscono le marche da bollo o dei benzinai che operano di fatto da sostituti nell’incassare le accise per conto dello Stato.

Per i professionisti, il problema potrebbe essere solo apparente. L’obbligo del preventivo scritto in cui si può disciplinare la modalità di pagamento della prestazione (escludendo pattiziamente la moneta elettronica) abbinato all’assenza della sanzione per il mancato possesso del Pos potrebbe far venir meno il rischio di incorrere nella nuova sanzione.

Start up innovative – dal 20 luglio 2017 niente più notaio per le modifiche statutarie

Con Decreto del MiSE del 28 ottobre 2016, erano state approvate le specifiche tecniche per la predisposizione degli atti modificativi degli atti costitutivi e degli statuti delle start up innovative in formato elaborabile XML, ai fini dell’iscrizione nel Registro delle imprese.

Dal 22 giugno 2017, a seguito dell’entrata in vigore del decreto attuativo del 4 maggio u.s., diventano pienamente operative le novità introdotte e le start up innovative potranno modificare l’atto costitutivo senza l’intervento del notaio – la costituzione di start up innovative senza notaio è già possibile dal 20 luglio 2016.

Infatti, gli atti potranno essere redatti sulla piattaforma startup.registroimprese.it, sottoscritti con firma digitale e, una volta acquisito il numero di registrazione, trasmessi all’ufficio del registro delle imprese competente per la pubblicazione.

L’Agenzia del Demanio presenta con MiBACT e Mit il progetto Valore Paese – CAMMINI e PERCORSI

“CAMMINI e PERCORSI” è un’iniziativa che mira ad avviare azioni congiunte volte alla salvaguardia e al riuso sia del patrimonio tipico della tradizione locale, come masserie e rifugi, e manufatti quali piccole stazioni, case cantoniere, caselli idraulici, che del patrimonio culturale di pregio come monasteri, castelli, ville. Gli immobili coinvolti nel progetto si trovano lungo la Via Appia, la Via Francigena, il Cammino di Francesco e il Cammino di San Benedetto, lungo le ciclovie VEnTO, SOLE e Acqua (Acquedotto Pugliese), e lungo altri itinerari riconosciuti a livello locale. Si tratta di 103 beni, 43 dello Stato, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas, che attraverso bandi di gara pubblicati entro l’estate, saranno affidati in concessione gratuita (9 + 9 anni) “ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da soggetti fino a quaranta anni” (come previsto dal D.L. Art Bonus e Turismo) oppure in concessione di valorizzazione fino a 50 anni ad operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività.

Comunicato-stampa-CAMMINI-e-PERCORSI

Interesse zero % per il ritardato pagamento nelle transazioni commerciali

Il MEF ha comunicato, con decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2017, la misura del tasso di interesse di dilazione applicabile in caso di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2017. Il tasso di riferimento a favore del creditore è dello zero per cento.

Legge Sabatini proroga

Legge Sabatini: proroga al 31 dicembre 2018

Altri due anni di tempo, ossia fino al 31.12.2018, per accedere ai fondi della nuova legge Sabatini. L’agevolazione consiste nella concessione di finanziamenti agevolati alle piccole e medie imprese che acquistano nuovi macchinari, impianti e attrezzature (art. 2, D.L. 69/2013).

Sono ammessi a questo giro anche gli investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID).

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Via Guglielmo Silva 36, 20149 MILANO

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(+39) 02 2662691

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Mazzolini e Associati
Società tra professionisti a responsabilità
limitata. Studio di consulenza fiscale,
societaria e del lavoro

Repertorio Economico Amministrativo
n. MI – 2088493

Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti
contabili di Milano n. 38