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Revoca agevolazioni “prima casa” ne risponde anche il venditore

La Corte di Cassazione – sezione tributaria – con la sentenza n. 24400 del 30 novembre 2016, ha stabilito che risponde dell’omesso versamento dell’imposta di registro in via solidale con il compratore, anche il venditore dell’unità immobiliare acquistata con il beneficio “prima casa”, qualora le condizioni che giustificano la successiva revoca del beneficio da parte dell’amministrazione finanziaria dipendono da circostanze non imputabili in via esclusiva all’acquirente, ma ad altri fatti oggettivi, quali le caratteristiche di lusso dell’immobile: “Il motivo è fondato in quanto nel caso di specie la decadenza dai benefici “prima casa” era dovuto a circostanza (le caratteristiche di lusso dell’immobile ai sensi del Decreto Ministeriale 2 agosto 1969) non imputabile in via esclusiva ad un determinato comportamento dell’acquirente (come avrebbe potuto essere una eventuale sua dichiarazione mendace sulla sussistenza dei presupposti del trattamento agevolato: in merito alla dichiarazione mendace v. Cass. n. 13141 del 2016). Operava, quindi, in capo al venditore la solidarietà dell’obbligazione tributaria di cui al citato articolo 57, comma 1.“.


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